La Disney dice no a David Mamet e ad Anna Frank
Lo studio ha rifiutato l'adattamento in chiave moderna de Il Diario di Anna Frank proposto dal commediografo David Mamet bollandolo come troppo cupo. E il progetto torna in stand by.
notizia a cura di Valentina D'Amico, scritta il 25.09.2009 Polemiche in vista in casa Disney. Lo studio ha rinunciato a produrre la
discussa pellicola ispirata al Diario di Anna Frank. Dopo aver attentantemente analizzato la provocatoria sceneggiatura del commediografo David Mamet,
la Disney ha rifiutato l'adattamento per via dell'ecccessiva cupezza e soprattutto a causa del taglio politico implicito nello script di cui si parla come di un'esplorazione pro-israeliana del movimento antisemita nell'epoca contemporanea. A giudicare dalle prime informazioni il taglio del progetto effettivamente si adatta molto poco col disimpegno della Walt Disney Company e il capo della produzione Oren Aviv ha immediatamente respinto al mittente lo script.
David Mamet, noto per testi violentemente polemici e profondamente impegnati come Race, dedicato all'integrazione razziale, e Oleanna, che affronta il tema degli abusi sessuali, ha scelto di costruire la sua versione di The Diary of Anne Frank non limitandosi a una rilettura pacifica del famoso dramma ambientato durante l'Olocausto, ma ha adattato il famoso testo trasponendolo nel presente. La protagonista è, infatti, una ragazza ebrea che si reca in Israele e tocca con mano il dramma degli attentati suicidi a opera dei palestinesi.
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E' una storia intensa, drammatica e spaventosa" ha dichiarato il capo della Disney, orfana di Dick Cook, che ha preferito abbandonare lo studio dopo 38 anni di onorato servizio. "
Non è una versione cinematografica de Il Diario di Anna Frank. la storia si evolve in qualcosa di molto più intenso e complesso".
Complessità che nello studio Disney non è di casa.
Fonte:
http://www.movieplayer.it/news/10528/la-di...-ad-anna-frank/Non credo che le complessità NON siano di casa Disney... La Disney le complessità le ha affrontate e le affronta, ma in maniera non così diretta e brutale, cosa invece richiesta da questo genere di trame.
Credo che la Disney abbia fatto bene ad agire come ha agito, anche se non quoto l'ultima frase della giornalista!